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Laurence Plazenet, Solo l’amore

Laurence Plazenet, Solo l’amore
gennaio 30, 2017 Redazione
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(estratto di L. Plazenet, Solo l’amore, Mimesis Edizioni 2016, pp. 6-8)

Fu una folgorazione.
Egli si esprimeva con delle inflessioni straniere, la cui profondità faceva risaltare, a tratti, le pause del discorso, l’alleggerimento del tono, la concentrazione del senso delle parole che pronunciava. Aveva la fronte alta, la figura slanciata, la barba scura e folta. Una riga divideva i capelli in due blocchi che ricadevano ai lati del viso, che era bello, intelligente. Le labbra, sottili, avevano qualcosa di severo. Trasmetteva un’impressione di riservatezza e di forza. La ragazza notò le pieghe orizzontali oltre le sopracciglia e quelle che solcavano il viso tra le ali del naso e le commessure della bocca. Gli occhi erano chiari, la loro espressione penetrante. La osservava.
Era accanto a suo padre; entrambi le stavano di fronte. Ella s’inchinò, mantenendo il busto rigido.
Il contrasto della luce fece risaltare l’ovale del suo viso, il suo corpo minuto, le piccole mani.
Ella si interrogò su quel che intravedeva nello sguardo dell’uomo: vi era scherno, brama, una conoscenza di lei assoluta.
Restarono a lungo senza smettere di guardarsi, senza quasi muovere le ciglia.
Egli la desiderò all’istante. Perché gli era proibita ed era improbabile che s’interessasse a lui, perché era vergine e avrebbe arrossito una volta nuda. Forse avrebbe pianto quando l’avrebbe toccata. Quello spettacolo sarebbe stato il più dolce dei piaceri.
Agustín Ramón y Cordoba salutò la sua allieva.
Ella conobbe il viso del suo amore.
S’incontravano in biblioteca. Le loro voci risuonavano. Sussurravano.
Le sue lezioni procedevano lentamente. Non le perdonava nulla. Ella si applicava.
Egli si comportava in maniera imprevedibile; si sedeva, si chinava verso di lei e, guardandola negli occhi, pronunciava parole aspre, criticando ciò che ella amava. Le disse di odiare la musica, che distoglie dalla ricerca della verità e  sostituisce a essa un’inerte contemplazione; meglio il silenzio, che costringe ad accettare i propri limiti. La fissava con un’aria ostile.
Ella era disorientata, intimidita. Non sapeva cosa rispondere. Indovinava che quelle accuse erano preferibili all’indifferenza. Chinava la testa; restava in silenzio.
Egli la studiava. Si meravigliava.
Il padre lo mandava a chiamare e gli domandava se ella facesse progressi.
Ramón faceva ritorno alle due stanze che aveva preso in affitto presso una vedova. Il cuore gli batteva forte. Appariva distratto. La padrona di casa gli girava intorno; gli portava biscotti, vino. Un pomeriggio, egli le infilò la mano sotto la gonna. La donna ridacchiò. Si allungarono sul letto. Egli faticò per persuaderla a non andarlo a trovare tutte le notti come se fossero amanti.
Louise-Catherine diventò introversa. Fantasticava. La balia doveva ripeterle più volte le domande.
Divenne pudica quando la spogliavano per il bagno. Si nascondeva tra i  vapori che salivano dall’acqua.
Dopo che era stata lavata e le serve l’avevano avvolta con un panno, chiedeva di restare sola. Allora si metteva davanti a uno specchio e lasciava cadere la stoffa. Scrutava il suo corpo nudo. Provava a immaginare quali impulsi potesse ispirare. Le erano noti gli elogi che i fianchi, il petto e la capigliatura femminili si erano meritati presso i poeti. Esaminava le sue spalle, l’areola pallida dei seni, il ventre piatto, i polsi, le ginocchia un poco magre. Restava pensierosa. Poiché le giovani donne ignoravano cosa fosse la sensualità, non aveva nessuna idea del desiderio che quei lineamenti suscitano negli uomini. Si trovava banale, trasparente.
Era persuasa che il solo potere di seduzione che potesse esercitare fosse di tipo intellettuale. Sapeva di essere più colta di quanto lo fosse abitualmente una donna e che, spesso, ciò sorprendeva la gente con cui parlava. Ritenne che la muta intesa che le sembrava di percepire tra il suo maestro e lei dipendesse da un apprezzamento della sua intelligenza, da una connivenza spirituale tra loro.
S’intrattenevano in lunghe conversazioni.
Ramón le disse che non credeva vi potesse essere amicizia tra gli uomini e le donne, specialmente tra gli uomini e le donne molto giovani. Che ogni diatriba tra i sessi era una farsa, una danza mirante al possesso della carne.